West USA

Death Valley: cosa fare e vedere dal tramonto all’alba

17 Aprile 2017

I deserti hanno un fascino magnetico su di me, un’attrazione indescrivibile.
La Death Valley è stata una delle tappe che più attendevo del nostro road trip. Un paesaggio lunare,  un’immensa landa desolata che nel suo nulla ha da offrire tutto. Con una superficie di oltre 13.000 kmq, la Death Valley si estende per la maggior parte in California e per la restante nel Nevada. I centri abitati all’interno del parco sono soltanto due: Stovepipe Wells e Furnace Creek.

Nella Valle della Morte è caldo, ma caldo sul serio. Ad agosto si raggiungono i 50° Celsius come ridere. Ma c’è poco da ridere. Non dimenticherò mai l’aria calda che ti travolge come un phon sparato in faccia appena scendi dall’auto, anche alle 4 di mattina. Se inspiri profondamente la sensazione è quella che le narici ti vadano a fuoco. Ma la cosa più strana è che, nonostante la macchina segni una temperatura esterna mai vista prima, i gradi percepiti sembrino molti meno proprio per il clima secchissimo, il tasso di umidità è praticamente inesistente. Che poi arrivi all’alloggio prenotato dove passerai la notte e scopri che ha la piscina “Fantastico” pensi “Un tuffo a bomba ora non me lo toglie nessuno” tempo di fare il check in, infilare il costume che, detto fatto, sei in acqua. Bollente. E niente per un attimo capisci cosa significa essere una patata che viene buttata in una pentola d’acqua che bolle. Perciò se come noi avete grinta da vendere, ma soprattutto ferie solo nel mese di agosto, non fatevi intimidire dalle elevate temperature e da chi vi dirà di lasciar perdere questa tappa nei mesi più caldi dell’anno.

Zabriskie point

Basterà adottare le giuste precauzioni e seguire alcuni consigli indispensabili prima di attraversare il parco. Innanzitutto data la sua vastità è fondamentale avere le idee chiare su quali tappe fare e vedere.
La scelta del titolo dell’articolo non è a caso. No, non significa che bisogna visitare la Death Valley in notturna ma uno dei primi consigli che voglio dare è senz’altro quello di farlo in orari “intelligenti”, sfruttando il tardo pomeriggio fino al tramonto e poi dall’alba fino alle prime ore del mattino.

Per accedere alla Death Valley ci sono diversi ingressi, perciò a seconda che veniate da Los Angeles, Las Vegas o come noi dallo Yosemite National Park, vi ritroverete dentro al parco senza particolare difficoltà. Una volta entrati la strada asfaltata che attraversa la Valle della Morte e dove ci sono i principali punti d’interesse è solamente una, la Highway 190. L’ingresso del parco è compreso nell’annual pass, altrimenti il costo è di 10$ per il veicolo ed è valido per 7 giorni.

Come dicevo per sfruttare al meglio le ore del giorno l’ideale è arrivare alla Death Valley nel tardo pomeriggio, prendete la 178 la deviazione a sud di Fornace Creek e percorretela fino ad arrivare a Badwater Basin, il punto più basso degli Stati Uniti: ci troviamo a a 86 metri sotto il livello del mare. Camminate lungo la distesa di sale e voltatevi per scorgere il cartello appeso su un’imponente montagna rocciosa alla vostra spalle dove con una tacca viene indicato il livello del mare.
Armatevi di cappello e acqua alla mano, questo è anche il punto più caldo di tutta la Death Valley.

Badwater
Badwater

Tornando indietro verso Furnace Creek prendete il bivio che vi conduce ad Artist’s Drive, una strada panoramica a senso unico lunga 14,5 km con vista su Artist’s Palette, una collina di rocce sedimentarie con tantissime sfumature di colore proprio come la tavolozza di un pittore. Il momento migliore per la visita è il tardo pomeriggio, quando il sole è alle vostre spalle e i colori si accendono.
Terminate la giornata dirigendovi verso Stovepipe per ammirare il tramonto da Mequite Flat: passeggiate sulla cresta delle dune di sabbia che raggiungono anche i 30 metri di altezza, impossibile tracciare un percorso delineato la loro forma è in continuo cambiamento con il soffiare del vento.
La magia di luci e colori del tramonto rende l’atmosfera di questo luogo incredibile.

Mesquite Flat

A questo punto la giornata sarà terminata, noi avevamo pernottato presso Stovepipe Wells Village. a 135$ per una notte. Pur essendo la struttura più economica trovata, il prezzo è decisamente altino, ad ogni modo bisogna considerare che ci si trova nel cuore della Death Valley e che le strutture presenti in tutto il parco sono veramente poche, esattamente quattro: oltre a Stovepipe Wells Village, i più lussuosi Furnace Creek InnFurnace Creek Ranch e il Panamint Spring Resort.

Puntate la sveglia prima dell’alba in modo da poter essere a Zabriskie Point quando il sole inizierà a far capolino sul nuovo giorno. Si accede dalla Highway 190, lasciate l’auto al parcheggio e percorrete i 100 metri di stradina asfaltata in salita per raggiungere il luogo più fotografato della Death Valley. Una delle immagini più belle che porto con me dell’intero viaggio è proprio in questo luogo, unico al mondo. Una pace surreale, un silenzio che avvolge i calanchi tutti attorno che si tingono dei colori più caldi a mano mano che il sole si fa alto nel cielo di un azzurro compatto, perfetto.

Zabriskie Point
Zabriskie Point
Alba a Zabriskie Point

Quando il sole è ancora basso affrontate l’escursione per il Golden Canyon, da Furnace Creek rimane sulla strada che porta a Badwater appunto Badwater Road. È un percorso non particolarmente faticoso di circa 3,2 km andata e ritorno, che volendo si può allungare compiendo un trail circolare di 9 km. Partendo dal parcheggio, il sentiero sale gradualmente attraversando il canyon che si tinge di tutte le sfumature possibili del giallo proprio per la presenza di diversi minerali.
Raggiungete la Red Cathedral, un’imponente parete rossa per via dell’azione degli elementi atmosferici sulle rocce ricche di ferro.

Golden Canyon
Red Cathedral

Concludete la visita nella Death Valley con un punto panoramico da togliere il fiato: Dante’s View. Tenete monitorata la temperatura dell’acqua del motore dell’auto in quanto una bella salita vi conduce ad una quota di 1669 metri. Una volta arrivati in cima parcheggiate e prendete il sentiero che porta più avanti possibile, da qui si può godere di una vista incredibile sulla Death Valley.
Il mattino è il momento perfetto per la visita perché si ha il sole alle spalle.

Dante’s View
Dante’s View

Altri info utili sparse:

  • munirsi di una buona mappa cartacea dato che i gps spesso all’interno dei parchi non sempre funzionano correttamente. Qui trovate la mappa in formato PDF che fornisce il National Park Service, il sito del governo.
  • prima di intraprendere il viaggio all’interno del parco fate un check completo dell’auto: dal livello di pressione dei pneumatici al funzionamento corretto dell’aria condizionata. Forse può sembrare banale e scontato ma trovarsi all’interno del parco con un minimo problema all’auto e il nulla tutto intorno non lo auguro a nessuno.
  • in qualsiasi benzinaio o market potete acquistare per pochi dollari una scatola di polistirolo e sacchi di ghiaccio (nei motel spesso c’è il distributore automatico) da tenere nel baule della vostra auto, in questo modo avrete la possibilità di avere con voi sempre acqua fresca. La salvezza.
  • fate il pieno al serbatoio prima di entrare nel parco, all’interno ci sono solo 3 zone per far benzina: Furnace Creek, Panamint Springs Resort e Stovepipe Wells. Naturalmente il costo della benzina al litro è decisamente più alto.
  • se si ha la possibilità di scegliere quando partire, senz’altro il periodo migliore per visitare la Valle della Morte è la primavera, quando le temperature non così proibitive e i fiori selvatici sono in piena fioritura.
Dante’s View

In maps ho indicato altri luoghi d’interesse, oltre a quelli già sopra citati, collocati all’interno del parco che sicuramente meritano una tappa ma che noi purtroppo per mancanza di tempo, caldo e perché necessitavano deviazioni lunghe, non siamo riusciti a fare.

    1. Dai! Anche per noi è stata una tappa del nostor viaggio di nozze.. l’alba a Zabriskie Point è qualcosa di indescrivibile! A presto! 😀

  1. Sono una di quelle che ha più o meno questo giro in agosto, con ghiaccio e acqua in macchina e con l’aria condizionata ad intermittenza. Mi sono sentita una Thelma o una Louise de ‘noaltri, spossatissima ma molto emozionata. Tanta fatica e caldo ma sai cosa ti dico? Rifarei tutto.

  2. Bel racconto! Ho avuto la fortuna di vederla due volte, in estate e in inverno. E anche se nei mesi freddi la temperatura fresca invita a restare più a lungo e la luce obliqua rende i colori più accesi, la durezza di questo luogo estremo si esprime soprattutto in estate.

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