Lapponia

Quella danza di luci chiamata Aurora Boreale

13 ottobre 2016

L’aurora boreale è quel fenomeno della natura  che ogni viaggiatore che si rispetti dovrebbe vedere almeno una volta nella vita.
Ti fa sentire al limite del mondo, noi così piccoli con il naso all’insù e lo sguardo puntato sull’universo e un attimo dopo il fortunato spettatore di uno degli spettacoli più incredibili che la natura ci possa regalare.

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Cos’è
L’aurora boreale, se si verifica nell’emisfero nord o australe se a sud, è un fenomeno ottico dato dall’interazione tra le particelle dell’atmosfera terrestre compresa tra i 100 e i 500 km e le particelle cariche di origine solare, l’eccitazioni di questi atomi e la successiva diseccitazione dà origine a una luce di varie lunghezze d’onda e dalle sfumature del verde e più raramente del rosso ma anche blu o viola a seconda della composizione del gas atmosferico, all’altitudine alla quale avviene l’interazione e all’energia posseduta dalle particelle del vento solare.
Ok, questa la spiegazione scientifica ma preferisco di gran lunga la versione per sognatori che la descrive alla perfezione: secondo una leggenda lappone sono i “fuochi della volpe“, effetti di luce creati dalla coda di una grande volpe che colpendo la neve crea scie di colore nel cielo. Non può essere diversamente!

Dove 
In inglese si traduce “Northern Lights” cioè luci del nord proprio perchè è possibile vederla nei Paesi nordici, Islanda, Svezia, Finlandia e in Norvegia, soprattutto nelle regioni della Lapponia, ma anche in Scozia (nelle isole Shetland e nelle Orcadi) nelle notti limpide invernali. Tra i luoghi più privilegiati, ma anche i più difficili da raggiungere Canada, Alaska e Groenlandia.
Noi abbiamo scelto di andare alla caccia dell’aurora a Tromsø, considerata le “porta sull’Artico”, nella lapponia norvegese.
Mai scelta fu più giusta.

Quando
É un fenomeno presente tutto l’anno ma nei mesi con maggiore ore di luce rispetto a quelle di buio è praticamente impossibile riuscirla a vedere proprio per il sole di mezzanotte. Per poterla ammirare è necessario più buio possibile per questo occorre allontanarsi dai centri abitati e dall’inquinamento luminoso.
Il periodo migliore va da fine settembre a fine marzo, ma è un fenomeno talmente imprevedibile che c’è chi negli ultimi anni ha avuto la fortuna di vederla anche a fine agosto!

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Come fotografare l’aurora
Premetto che questa non vuole essere un manuale ma semplicemente una linea guida se, come me, non siete fotografi professionisti ma volete comunque riuscire a portarvi a casa qualche scatto della “dama danzante”. Questi sono gli accorgimenti e le impostazioni che ho utilizzato io per ottenere le foto che vedete in questo post ma non esistono parametri univoci perché le condizioni di luminosità variano costantemente, il consiglio che vi posso dare è prendere questi valori come riferimento e poi variarli a seconda della vostra condizione.

Macchina fotografica
Occorre una reflex o comunque macchina fotografica di buon livello e che permetta di impostare gli ISO alti, io ho utilizzato la mia inseparabile Nikon D3100. Se avete un’obbiettivo grandangolo ancora meglio. Con una semplice digitale e con il cellulare è molto difficile riuscirla a fotografare, direi impossibile.

Impostazioni Reflex
Se vi affidate a un tour locale ve la setteranno direttamente loro, ad ogni modo per trovare il miglior compromesso giocate un po’ con i tempi di esposizione e gli ISO.

  • disattivare l’autofocus e mettere la messa a fuoco su manuale e infinito, utilizzate la ghiera e giratela tutta a destra o sinistra;
  • impostare sul programma M di manuale;
  • mettere ISO bassi e un tempo di esposizione di almeno 15 secondi;
  • diaframma aperto, valori bassi;
  • se siete bravi con la post produzione scattate in formato raw.

Batterie di ricambio: il freddo fa sì che le batterie si scarichino molto più velocemente, quindi occorre averne di ricambio (io ne avevo 2 in tutto) ma soprattutto tenerle in tasca al caldo fino a quando non servono.

Comando a distanza: serve per ridurre le vibrazioni che altrimenti con la pressione manuale si riverserebbero inevitabilmente sul prodotto finale. Se non hai un comando a distanza, puoi usare tranquillamente l’autoscatto come ho fatto io.

Treppiede robusto: direi che è l’accessorio fondamentale. Occupa posto in valigia lo so, ma non potete partire senza.

Escursione termica: rientrando al caldo si passa dai -20°C/-30°C ai +20°C creando così un’escursione termica che forma inevitabilmente condensa nella macchina. Perciò evitate, per quanto potete, di entrare e uscire dai luoghi al chiuso ma farlo solamente una volta terminata la sessione di scatti.

Chiunque ha la fortuna di vedere l’aurora boreale il primo pensiero è quello di volersi portare a casa bellissimi scatti che immortalano questo momento così unico, il consiglio che vi posso dare è, una volta scattate un pò di foto, spegnete la macchina fotografica, riponetela al sicuro al caldo e godetevi lo spettacolo. Le fotografie più belle di un viaggio sono quelle scattate con gli occhi e che conserviamo gelosamente dentro di noi per sempre.

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