Perù

Trekking al Colca Canyon: escursione di tre giorni da Arequipa

22 maggio 2018

Se nel vostro itinerario è prevista una sosta ad Arequipa, il Colca Canyon è un’escursione da non perdere, nonché una delle più belle di tutto il Perù. Noi abbiamo deciso di esplorarlo con un tour di tre giorni su suggerimento dell’agenzia alla quale ci siamo affidati, la Colca Trek, che ci ha proposto, a loro dire, il vero trekking al canyon del Colca.

Se avete tempo a disposizione, questa è la soluzione migliore per godersi e guadagnarsi con fatica il canyon, ma se proprio il vostro tempo stringe l’opzione dei due giorni è una valida alternativa. Evitate il tour giornaliero, una sfacchinata che non vi farà godere delle meraviglie che riserva questa bellissima escursione oltre a ritrovarvi nei luoghi di maggiore interesse insieme a tantissimi altri turisti.

Colca Canyon: giorno 1

Dopo aver pernottato ad Arequipa, un minivan ci passa a prendere di fronte al nostro ostello alle ore 8.00 in punto (con il tour giornaliero e quello dei due giorni la partenza è prevista intorno alle 3-3.30 del mattino). Appena recuperati tutti i componenti del gruppo (in totale 8 persone noi compresi) si parte direzione Riserva Nazionale di Salinas e Aguada Blanca.

Vicunas nella Riserva Nazionale di Salinas e Aguada Blanca

Sono previste diverse soste per ammirare i paesaggi surreali che attraversiamo, le vigogne e una particolare specie botanica chiamata Yareta (Azurella Compacta) originaria delle Ande che vive tra i 3000 e 4500 metri di quota. Intravediamo i Vizcachas, una specie di roditori che vivono nel Parco Nazionale, facciamo sosta in una laguna per osservare diverse specie di uccelli e infine ci fermiamo al Mirador de los Volcanes da dove è possibile ammirare la linea degli 8 vulcani che toccano oltre 5.000 metri di altezza: Misti (vi si trova la sorgente del Rio delle Amazzoni), Chachani, Pichupichu, Hualcahualca, Sabancaya, Chucura, e la Cordigliera di Chila.

Mirador de los Volcanes

Continuiamo a salire fino a raggiungere i 4910 mt s.l.m. l’altitudine più elevata dell’intero viaggio (seconda solo ai 5200 mt s.l.m della Rainbow Mountain) e per la prima volta i sintomi del famoso soroche, se pur in forma lieve, si fanno sentire con capogiri, mal di testa, nausea e malessere generale. Un buon mate de coca e dell’agua de florida, ci aiutano ad alleggerire i fastidiosi sintomi che terminano appena scendiamo un pò di quota.

Mate de coca ad alta quota

In tarda mattinata facciamo un’escursione di circa un’ora per visitare alcune formazioni geologiche molto particolari, sembra di camminare in una vera e propria foresta di pietra.

Foresta di pietra

Scendiamo ancora di quota fino ad arrivare a Chivay dove pranziamo in un ristorante locale con menù a buffet.
Dopo pranzo visitiamo i villaggi caratteristici della zona: Achoma, Maca e Pinchollo.

Passeggiando tra i villaggi della zona di Chivay

Prima di concludere la giornata facciamo una bellissima passeggiata di un paio d’ore fino a raggiungere una zona pressoché sconosciuta del canyon, per nulla turistica, dalla quale, seppur sferzati da un vento freddo, ammiriamo un fantastico tramonto.

Tramonto sul Canyon

Arriviamo al Colca Trek Lodge a Pinchollo, un lodge meraviglioso curato in ogni minimo dettaglio, le camere private hanno una vista incredibile sulla valle del Colca. Ceniamo nel salone con un gustosa trucha e terminiamo la serata davanti al caminetto tra bevande calde e chiacchiere di viaggi.
Alle 22.00 siamo a letto, servono molte energie per il secondo giorno.

Vista dalla camera del Colca Trek Lodge

Colca Canyon: giorno 2

La sveglia suona alle ore 6.00, la colazione servita nel salone comune alle ore 6.30. La camera con la finestra panoramica ci regala un’alba sul canyon davvero speciale. La prima tappa della giornata è il Mirador Cruz del Condor a Cabanaconde, ad appena 10 minuti dal nostro lodge da dove si può ammirare il volo dei condor andini, uno dei rapaci con la maggior apertura alare che può raggiungere anche i 3 metri. Siamo i primi ad arrivare e restiamo soli per un bel po’ di tempo ammirando tantissimi condor. Ecco un ulteriore aspetto positivo dell’escursione di tre giorni rispetto a quella giornaliera e di due giorni: trovandoci a pochi km dal Mirador abbiamo il privilegio di contemplare questo enorme volatile in volo per primi, nel silenzio assoluto, senza doverci far largo tra centinaia di turisti in quanto le escursione di uno o due giorni prevedono di arrivare al Mirador il primo giorno, arrivando così al punto panoramico con moltissime altre persone, rischiando di non vedere i rapaci in quanto è più probabile che spicchino il volo nelle primissime ore del mattino.

Condor al MIrador Cruz del Condor

Appena il Mirador inizia ad affollarsi arriva per noi il momento di salutarlo e saltare in sella alle nostre mountain bike. Da quota 3800 mt s.l.m ci fiondiamo in discesa per 14 km fino a raggiungere il centro di Cabanaconde a 3262 mt s.l.m.

In mountain bike fino a Cabanaconde

Una volta arrivati facciamo sosta per mangiare qualcosa e ne approfittiamo per visitare il piccolo villaggio. Alle ore 10.00 circa, dalla piazza principale di Cabanaconde ha inizio il trekking che ci porterà nella parte più profonda del Canyon del Colca. Da quota 3200 mt s.l.m scendiamo fino ad arrivare a 2000 mt s.l.m. impiegandoci circa 3 ore. Tre ore davvero faticose, scendere nell’oasi è tutt’altro che una passeggiata.
Nei secoli l’erosione causata dal fiume Colca ha dato origine a quello che oggi è il secondo canyon più profondo al mondo con i suoi 3.191 metri di profondità e i 100 km di lunghezza.

Arriviamo nell’oasi di Sangalle collocata sulle sponde del fiume Colca alle ore 13.00 circa. Siamo sfiniti e sudati fradici, in attesa del pranzo, non esitiamo a metterci in costume e a tuffarci nella piscina a disposizione. Il pomeriggio è libero, lo passiamo riposandoci tra il prato e le amache appese, leggendo un libro e chiacchierando con il gruppo (scordatevi la wifi!). Per la notte abbiamo a disposizione dei bungalow molto spartani (non ci sono hotel in fondo al canyon), con stanze estremamente basiche e bagno in comune. Occorre un po’ di spirito di adattamento ma ne vale davvero la pena, la location tutta attorno è straordinaria. I muli hanno trasportato per noi i nostri zaini e l’attrezzatura da cucina, questo permette di dare lavoro alla comunità locale. Arriva la notte e porta con sé una stellata senza precedenti.

Piscina nell’oasi di Sangalle

Colca Canyon: giorno 3

Questo, con il secondo giorno del Salkantay Trek, è stato in assoluto il giorno più impegnativo fisicamente parlando, di tutto il viaggio in Perù e molto probabilmente di tutta la mia vita. Dopo una colazione davvero mattiniera, alle ore 4.00, raccogliamo le nostre cose e li carichiamo sui muli, e, armati di torcia, affrontiamo il buio e la tremenda risalita dal fondo del canyon. La salita è davvero dura tant’è che alcuni componenti del gruppo, memori dell’esperienza del giorno precedente, decidono di risalire a dorso di mulo (pagando un extra). Noi pensiamo “Troppo facile così.. le cose bisogna guadagnarsele!” così senza pensarci troppo, un passo dietro l’altro, con non poca fatica arriviamo in cima dopo circa 3 ore e il sole alto in cielo. Ognuno ha il suo passo, noi procediamo abbastanza spediti perciò alcuni restano indietro così la guida fa segno a noi di proseguire e resta con loro. Arriviamo alla piazza del villaggio passando per i campi, anzi diciamolo perdendoci proprio. Ma alla fine, non so come, avvistiamo la piazzetta di Cabanaconde, il punto di ritrovo, che ci appare come un miraggio nel deserto.

Alba lungo la risalita dall’oasi di Sangalle

Se non si è stati fortunati il giorno prima al Cruz del Condor questo è il momento in cui ritornarci per avere una seconda possibilità di avvistare i condor. Ma non è il nostro caso, così dopo aver recuperato (almeno in parte) le forze con sosta alla toilette e facendo uno spuntino, torniamo a Chivay per pranzare in un altro ristorante con menù a buffet. Prima però, facciamo tappa alle sorgenti termali di Puente Cervantes, dove ci rilassiamo nelle hot spring naturali. Dopo pranzo il gruppo si divide in due minivan: una parte torna ad Arequipa (tra cui noi) mentre l’altra parte pagando un extra ($ 60 a persona) ha la possibilità di proseguire il viaggio fino a Puno. Dopo circa 4 ore, alle ore 16.30 circa, arriviamo ad Arequipa. In serata ci attende il pullman notturno di Cruz del Sur per Cusco.

Sorgenti termali di Puente Cervantes

Info utili

Quale agenzia scegliere?
Noi avevamo prenotato prima di partire contattando direttamente l’agenzia scelta ma è possibile farlo anche sul posto una volta arrivati ad Arequipa. Le agenzie presenti in città sono tantissime, per quanto riguarda la mia esperienza non posso che consigliare l’agenzia Colca Trek alla quale ci siamo affidati e che a mia volta mi era stata consigliata.

Quanto costa l’escursione della durata di 3 giorni?
Il costo totale è di $ 296 a persona, il gruppo che prende parte all’escursione varia da un minimo di 8 ad un massimo di 16 persone.
Al momento della prenotazione viene richiesto di saldare l’intero importo tramite Western Union.

Cosa è compreso nel prezzo?
– Guida professionale in lingua inglese.
– Autista e trasporto privato.
– Tutti i pasti: pranzi, cene, colazioni e snack a metà mattina e metà pomeriggio.
– Due notti di pernottamento (Colca Lodge e Cabins).
– Mulo per trasportare l’attrezzatura durante l’escursione del Colca Canyon.
– Boleto turístico (70 soles) per accedere alla Riserva Naturale.
– Biglietto d’ingresso alle sorgenti termali.

 

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